venerdì 20 febbraio 2009

Montmartre


Sacro Cuore

Altro quartiere che mi ha conquistata, come poteva essere diversamente, è stato Montmartre. Se proprio dovete andarci di domenica, come abbiamo fatto noi, svegliatevi presto e cercate di arrivare prima della grande folla di turisti.
Consiglio di iniziare la passeggiata a Place Blanche, piazza del famoso Moulin Rouge. Da lì imboccate la rue Lepic, strada piena di caffè e negozi di specialità culinarie. I negozi sono aperti anche di domenica. La rue Lepic fa poi una curva a sinistra, al numero civico 54 troverete la casa dove ha vissuto van Gogh. E sempre salendo, si passa davanti al Moulin de la Galette. Arrivati a Plca J-B- Clement salite verso la rue Norvins e vi troverete in pieno Montmartre. Dalla rue Poulbot raggiungete Place du Tertre dove verrete circondati da vari artisti che vi vorranno disegnare. Splendida la Basilica del Sacro Cuore, splendido il panorama (quello dell'header). Peccato per la tanta gente, ma è normale. Da lì proseguite per rue de la Bonne e imboccate poi a sinistra la rue St. Vincent in cui si trovano vecchie vigne e l'antico Cabaret Au Lapin Agile. Scendendo poi la rue des Saules potete raggiungere l'unica stazione metro di Montmartre (Lamarck Caulaincourt). Il bello di questo itinerario che parte da Pigalle e arriva in alto a Montmartre è l'assoluta assenza di scalini. Chiaro, una certa pendenza c'è lo stesso, ma vedere le scalinate di Montmartre dall'alto e non dal basso sinceramente mi è piaciuto di più. E ora le foto nello stesso ordine dell'itinerario appena descritto.
Ah, dimenticavo: un ottimo ristorante in zona Montmartre è "Le Restaurant", 32 rue Véron. Tel. 01 42 23 06 22. Ottima cucina francese creativa, ricca di spezie e di erbe aromatiche, con influssi mediterranei e nordafricani.

Pigalle e Moulin Rouge

Fiori rue Lepic

Seafood

Rue Lepic

Impressioni Montmartre

Colori

Place du Tertre

Sacro Cuore

Sacro Cuore

Impressioni Montmartre

Rue St. Vincent

Au Lapin Agile


Postato da Alex

mercoledì 18 febbraio 2009

Le Marais

Rue des Rosiers

Le Marais è uno dei quartieri parigini che più mi è piaciuto, tanto da andarci due volte. Venerdì, in piacevole compagnia di Chiara che mi ha fatto vedere di persona tutti i posti da lei recensiti sul suo blog e che avevo segnato sul mio libricino. Ci sono tornata di domenica con mia sorella. Il quartiere pullulava di vita, i negozi aperti, lunghe file davanti alle pasticcerie ebraiche. Cuore del Marais è sicuramente la rue des Rosiers di cui mi aveva tanto parlato Elena ed è proprio a lei che ho pensato mentre mangiavo i falafel più buoni che abbia mai assaggiato, quelli dell'As du falafel in rue des Rosiers. Ho avuto fortuna di non trovare la fila che invece due giorni dopo sarebbe arrivata fin dietro l'angolo.
Sarà che ci siamo pensate a vicenda, ma ieri, al mio ritorno, trovo proprio da Elena la ricetta dei falafel. Quindi se volete farli in casa guardate qui.
Un altro posto che ho visitato proprio grazie ad Elena è stato Chez Marianne, ristorante di specialità ebraiche, ma soprattutto di piatti orientali ed arabi. Abbiamo avuto la fortuna di beccare l'ultimo tavolino e abbiamo preso una "degustation" di 10 differenti antipasti. Serviti con pita, blinis e pane nero. Non ho parole per descriverne la bontà. Io poi mi ciberei solo di antipasti, mezze e simili :-) Una specialità della casa è anche il salmone affumicato.
A pochi passi da Chez Marianne si trova la panetteria e gastronomia ebraica Sascha Finkelsztajn. Avrei potuto comprare di tutto: dal Challah al Käsekuchen, dalla Linzer Torte allo strudel di semi di papavero. Sempre in zona Marais, ma verso il Centre Pompidou, Chiara mi ha portato in una pasticceria da urlo, il Pain de sucre dove ho comprato dei molleux di cioccolato a forma di cuore per San Valentino. Volevo regalarli a mia sorella che arrivava di sera ... ma a San Valentino questi dolcini non ci sono proprio arrivati perchè con mia sorella ce li siamo mangiati la sera stessa.
Una piccola pausa si può fare a Place des Voges oppure in uno dei tanti bistrot o cafè sotto le arcate della piazza. Fortunatamente domenica splendeva il sole e abbiamo potuto goderci un po' di stile di vita parigino sulla piazza.
Avessi avuto più tempo sarei sicuramente entrata nelle tante boutique del Marais. Di domenica erano tutte aperte. Quando pianificate il vostro viaggio evitate di andare nel Marais di sabato in quanto i negozi ebraici sono tutti chiusi.

Libreria

As du falafel
L'As du falafel
34, rue des Rosiers
+33 1 48 87 63 60


Chez Marianne

Chez Marianne
2, rue des Hospitalières St-Gervais, 75004
Tel: +33 1 42721886
aperto tutti i giorni dalle 12 a mezzanotte

Degustation chez Marianne

Degustation: hoummus, tzatziki, caviale di melanzane, melanzane fritte, falafel, kofte, insalata di carciofi e arance, pasta brick con carne, taramas .... ma c'era anche feta, taboule, tapenade, pastrami ... e chi più ne ha più ne metta!

Sacha Finkelsztajn
Sacha Finkelsztajn
24, rue des Rosiers

Dolci da Finkelsztajn

Pasticceria nel Marais

Pain de sucre

Pain de sucre
14, rue Rambuteau
+33 1 45 74 68 92

Place des Voges

Arcate Place des Voges

Fiori

Postato da Alex

martedì 17 febbraio 2009

Il cielo di Parigi

Piramide e nuvole

Eccomi di ritorno da tre splendidi giorni parigini con mia sorella. Erano 20 anni che non ci andavamo ed è stata una città tutta da scoprire ... soprattutto con gli occhi di una foodblogger :-)
Il tempo di visionare le centinaia di foto e tornerò con varie passeggiate fotografiche. Per ora vi lascio queste foto del cielo parigino.

Parigi e le nuvole

Parigi e le nuvole

Eiffel e nuvole

Tour Eiffel e le nuvole

Parigi e le nuvole

Parigi e le nuvole

Parigi e le nuvole

Parigi e le nuvole

Parigi e le nuvole

Sacro cuore

Parigi e le nuvole

giovedì 12 febbraio 2009

Gnocchi di ricotta ai porcini

Gnocchi di ricotta ai porcini


Mi capita ormai spesso di avere una certa idea per la cena, di mettermi poi a ricercare in Internet una ricetta adatta e di ritrovarmi tra i primi risultati proprio le ricette di amici blogger che so essere una garanzia. Così è successo ieri. Avevo una confezione di ricotta e dei porcini in freezer, cerco in Google una ricetta per gli gnocchi di ricotta e ne trovo una ottima degli amici del maiale ubriaco. Ovviamente ho scelto la loro e sono rimasta soddisfattissima. Purtroppo la mia non era ricotta caprina e al posto del prezzemolo - che non avevo - ho usato un po' di erba cipollina. Una goduria.
Parto per qualche giorno e non potrò venirvi a trovare sui vostri blog. Vi auguro uno splendido weekend e buon San Valentino a chi sente sua questa festa.

Ingredienti per 4 persone
  • 500 gr di ricotta
  • 200 gr di farina
  • 4 cucchiai di pangrattato
  • sale
  • noce moscata
  • 250 gr di funghi porcini
  • 60-70 gr di burro
  • un goccio d'olio d'oliva
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • parmigiano grattugiato
  • erba cipollina
  • sale e pepe
Preparazione: amalgamare ricotta, farina e pangrattato. Salare e condire con un po' di noce moscata. Impastare fino ad ottenere la giusta consistenza. Formare dei rotoli del diametro di 2 cm e tagliare gli gnocchi a cui si può dare la classica forma passandoli sul dorso di una forchetta. Lasciare riposare gli gnocchi per ca. 30 minuti.
Intanto scaldare un goccio d'olio e far sciogliere il burro in una padella capiente. Aggiungere i funghi porcini precedentemente lavati e tagliati e cuocerli per circa 8 minuti. Salare, unire il vino bianco e lasciar ridurre per qualche minuto.
Portare l'acqua ad ebollizione, salarla e cuocere gli gnocchi per circa 2 minuti finché non salgono in superficie. Scolarli e aggiungerli ai porcini. Saltare in padella aggiungendo abbondante parmigiano e un po' di pepe. Servire ben caldi e guarnire con un po' di erba cipollina tagliata a rondelle.

Gnocchi di ricotta ai porcini


Deutsche Ecke

Ricotta-Gnocchi mit Steinpilzen

Diese Ricotta-Gnocchi sind die schnelle alternative zu Kartoffel-Gnocchi. Sie sind wirklich blitzschnell vorbereitet und gelingen ganz leicht. Ich hatte noch ein paar schöne Steinpilze im Gefrierfach und habe mich für eine ganz klassischen Steinpilz-Sugo entschieden. Köstlich.
  • 500 g Ricotta (noch besser Ziegenricotta)
  • 200 g Mehl
  • 4 EL Paniermehl
  • Salz
  • Muskat
  • 250 g Steinpilze
  • 60-70 g Butter
  • etwas Olivenöl
  • 1/2 Glas Weißwein
  • geriebener Parmesankäse
  • Schnittlauch
  • Salz und Pfeffer
Zubereitung: Für die Gnocchi Ricottakäse, Mehl und Paniermehl gut mischen. Salzen und mit etwas Muskat würzen. Den Teig mit den Händen kneten bis er glatt ist. Aus dem Teig fingerdicke Rollen formen und davon 2-3 cm lange Gnocchi abschneiden. Die Gnocchi über den Gabelrücken rollen, um die klassische Gnocchiform zu erhalten (muss aber nicht sein!). Die Gnocchi ca. 30 Minuten ruhen lassen.
In der Zwischenzeit etwas Öl in einer großen Pfanne erhitzen, die Butter darin schmelzen. Die gewaschenen und geschnittenen Steinpilze dazugeben und ca. 8 Minuten schmoren lassen. Salzen, den Weißwein hinzugeben und ein paar Minuten einreduzieren lassen.
Die Gnocchi in Salzwasser 2 Minuten kochen, bis sie an die Wasseroberfläche steigen. Abseien und zu dem Steinpilzsugo geben. Mit reichlich Parmesankäse bestreuen. Heiß servieren und mit geschnittenem Schnittlauch garnieren.

Postato da Alex

martedì 10 febbraio 2009

Vellutata di barbabietole, limone e cren/wasabi

Vellutata di barbabietole

Giuro, il rosso delle foto non è ritoccato. Questa vellutata di rape rosse ha un effetto cromatico non indifferente e in questi giorni grigi ho bisogno di un po' di colore almeno nel piatto.
È la prima volta che compro le barbabietole fresche e non quelle precotte sottovuoto. Avevo adocchiato da tempo questa ricetta e sapevo che dei cari amici appassionati di cucina l'avevano già provata ... e approvata. La zuppa acquista il suo particolare e ottimo sapore solo dopo l'aggiunta del succo di limone e del cren (potete usare anche del wasabi), prima fa abbastanza schifo :-))) Le quantità di cren/wasabi potete aumentarle o ridurle a piacere, ma vi assicuro che più ne mettete e più è buona la zuppa.
Io l'ho mangiata calda, ma nella ricetta si consiglia di provarla anche ghiacciata.

Ingredienti per 4 persone
  • 4-5 barbabietole fresche (ca. 600 gr)
  • 2 patate farinose (ca. 200 gr)
  • 1 limone non trattato
  • 1 litro di brodo di pollo o vegetale
  • 3-4 cucchiaini di cren o pasta di wasabi
  • sale, pepe
  • qualche filo di erba cipollina
  • 4 cucchiai di panna liquida (facoltativo)
Preparazione: cuocere le barbabietole in acqua salata per ca. 40 minuti. Fare la prova dello stecchino - devono risultare molto morbide. Sbucciare le patate e cuocerle separatamente. Intanto portare ad ebollizione il brodo.
Sbucciare le barbabietole (consiglio vivamente di usare dei guanti usa e getta!) e tagliarle a da pezzi. Tagliare a pezzi anche le patate. Mettere la verdura nel brodo e frullare il tutto. Aggiungere la panna (facoltativo), 3-4 cucchiai di succo di limone, il wasabi/il cren, sale e pepe e la buccia grattugiata del limone. Mischiare bene e guarnire con qualche filo di erba cipollina.

Vellutata di barbabietole

Deutsche Ecke

Rote-Beten-Suppe mit Meerrettich/Wasabi und Zitrone

Auch wer den sonst so erdigen Geschmack der Roten Bete nicht mag, könnte diese Suppe lieben. Das Süße der Roten Bete, das Saure der Zitrone und die Schärfe des Meerrettichs gehen eine wunderbare Verbindung ein.

Zutaten für 4 Personen:
  • 4-5 Rote Beten (ca. 600 g)
  • 2 mehlig kochende Kartoffeln (200g)
  • 1 unbehandelte Zitrone
  • 1 l Gemüse- oder Geflügelbrühe
  • 3-4 EL Sahne (kann man auch weglassen)
  • 3-4 TL Meerrettich oder Wasabipaste
  • Salz + Pfeffer
  • einige Schnittlauchstängel
Zubereitung: Rote Beten in leicht gesalzenem Wasser in ca. 40 Min. weich garen. Die Kartoffeln schälen und separat weich garen. Die Rote Beten schälen und grob würfeln. Die Kartoffeln ebenfalls würfeln. Die Brühe zum Kochen bringen, das Gemüse hinzugeben und alles mit dem Stabmixer pürieren. Mit Sahne, Zitronensaft, geriebene Schale der Zitrone, Salz, Pfeffer, Wasabi/Meerettich scharf abschmecken. Heiß servieren und mit einigen Schnittlauchstängeln dekorieren. Die Suppe schmeckt allerdings auch eisgekühlt.

Leicht verändert nach: Würzen, B. Matthaei, GU, S. 97

sabato 7 febbraio 2009

Triglie e finocchi agli agrumi

Triglie agli agrumi


Da quando ho scoperto i filetti di triglia al supermercato, non mancano mai nel mio freezer. Eh si, purtroppo li trovo solo surgelati, ma preferisco un buon pesce surgelato che pesci di dubbia provenienza al banco del pesce che qui lascia davvero a desiderare. Stavolta ho optato per un classico con gli agrumi a cui ho abbinato i finocchi cotti nel modo che preferisco. La ricetta l'avevo trovata nel 2006 sul blog della cuoca petulante e da allora non la mollo più. Anche io normalmente faccio i finocchi solo con il succo di limone, stavolta però l'ho sostituito con del succo d'arancia. Vi assicuro che cotti così i finocchi piacciono anche a chi solitamente non li ama. Non mi è ancora capitato di conoscere italiani a cui non piacciono i finocchi, ma qui in Germania sono in tanti a storcere il naso.

Vi ricordo che si sono aperte le votazioni per il Premio Blog Cafè di Squisito 2009. Qui trovate tutte le istruzioni per votare il vostro blog preferito.

Ingredienti per 2 persone:
  • 8 filetti di triglia
  • 2 arance
  • 1 limone
  • 2 finocchi grandi
  • mezzo bicchiere di vino bianco
  • olio
  • sale e pepe
  • farina qb
Preparazione: spremere separatamente le arance e il limone. Lavare e pulire i finocchi e tagliarli finemente con la mandolina. Distribuire le fettine di finocchio su una placca da forno rivestita di carta da forno. Condirle con abbondante sale e pepe, con la metà del succo d'arancia e con dell'olio d'oliva. Infornare a 200°C per circa 15-20 minuti.
Intanto salare i filetti di triglia e infarinarli. Scaldare un po' d'olio in una padella antiaderente e rosolare i filetti di triglia da entrambi i lati, iniziando con il lato della pelle. Bagnare con il vino bianco, con l'altra metà del succo d'arancia e con il succo di limone e far ridurre il sughino. Salare se necessario.
Servire le triglie su un letto di finocchi e condire con il sughetto agli agrumi.

Triglie agli agrumi

Deutsche Ecke

Rotbarbenfilets auf Fenchel mit Zitrussauce

Rotbarbe gehört zu meinen Lieblingsfischen. Ich mag sie besonders, wenn die Haut kross gebraten wird. Die Kombination mit Zitrusfrüchten schmeckt sehr frisch. Wer normalerweise keinen Fenchel mag, könnte ihn so feingeschnitten und im Ofen gegart lieben lernen. Statt mit Orangensaft schmeckt er auch nur mit Zitronensaft sehr lecker.

Zutaten für 2 Personen:
  • 8 kleine Rotbarbenfilets
  • 2 Orangen
  • 1 Zitrone
  • 2 große Fenchelknollen
  • 1/2 Glas Weißwein
  • Olivenöl
  • Salz und Pfeffer
  • etwas Mehl zum Mehlieren
Zubereitung: Die Orangen und die Zitrone separat auspressen. Die Fenchelknollen waschen und putzen und fein hobeln. Die Fenchelstreifen auf einem Backblech mit Backpapier verteilen. Gut salzen und pfeffern, die Hälfte des Orangensaftes und etwas Olivenöl darübergeben und alles gut vermengen. Im vorgeheizten Ofen bei ca. 200°C 15-20 Minuten garen.
In der Zwischenzeit die Rotbarbenfilets salzen und mehlieren. Etwas Olivenöl in einer beschichteten Pfanne erhitzen und die Filets von beiden Seiten anbraten (mit der Hautseite anfangen). Mit Weißwein ablöschen, die andere Hälfte des Orangensaftes und den Zitronensaft hinzugeben und die Sauce einreduzieren. Bei Bedarf salzen.
Die Filets auf einem Fenchelbett servieren und mit der Zitrussauce beträufeln.

Postato da Alex

giovedì 5 febbraio 2009

Un'estate al mareeee ...


Estate estate estate estate. Ecco ci siamo e' scoppiata l'estate! Un caldo boia! E vai di frutta frutta frutta. Insalate... e via dicendo... non e' che l'estate qui a Auckland sia molto diversa da una "media" estate italiana. I bambini sono stati a casa in vacanza per 6 settimane e siamo stati un po' via a Napier nella Hawkes Bay. La Hawkes Bay è un posto incredibile! Sembra la Toscana con un misto di Emilia e questo per le dolci colline ricche di vigneti e di frutteti. Si, ci siamo divertiti a fare delle gite "culinarie" siamo stati all'Arataki Honeyland e abbiamo scoperto dei gusti di miele incredibili!


Poi siamo stati alla Chocolate factory. E poi abbiamo fatto una puntatina ad una winery molto famosa "The Mission" . (In realtà la Hawkes Bay è famosissima per i vini - soprattutto bianchi - e i tour alle wineries si sprecano, ma noi con i bambini ne abbiamo visitata bene solo una, le altre solo di passaggio... ma secondo me ne è comunque valsa la pena).




Poi un giorno mi è venuta voglia di un'insalatina creativa... come le chiamo io... sapete no quelle inventate... beh poi in realtà non so se esiste una ricetta, magari si... e non mi andava di condirla con l'olio e l'aceto (che comunque secondo me è il massimo!) così mi sono inventata una salsina con lo yougurt.

Ingredienti:

Carote grattate
Cavolo verza tagliato a listarelle
Cipollina tagliata a dadini piccoli piccoli
Capperi
Acciughe
Qualche oliva
Mischiare il tutto in una bella ciotolona, condire con salsina (o altro condimento) e goderne con una bella fetta di pane con semini vari. Questo pane è un honey multigrain del mio amico Jason (nonchè ex datore di lavoro...)


Per la salsina:

Yougurt bianco light
Sale
Pepe
Olio evo (un goccino)
Erba cipollina fresca tagliata a tondini (come foto)


I bambini invece sono andati tutta l'estate sul "sicuro"... poca creatività diciamo... forse per un bambino in Italia... ma per uno italiano in Nuova Zelanda... che dite?

(Mi scuso per non aver fornito più foto delle varie scorribande culinarie, ma non so cosa sia successo al computer, ma ho perso molte foto... succede!)
Postato da Mari

mercoledì 4 febbraio 2009

Pane in cassetta fai da te

Pane in cassetta

Premetto: ho combinato un casotto! La ricetta di questo pane in cassetta impazza sui foodblog tedeschi. A postarla è stata un panettiere che ha un blog davvero utilissimo, Bäcker Süpke. Lo hanno fatto praticamente tutti, ad esempio anche la nostra cara Zorra. Sono rimasta davvero entusiasta dalle foto di questo perfetto pane in cassetta. Decido, lo faccio. Mi attengo esattamente alla ricetta, ai tempi di lievitazione, a tutto insomma. Inforno e mi esce fuori un pane abbastanza compatto (praticamente un mattone rispetto alla sofficità vista sulle foto degli altri) che quando lo vai a tagliare sembra avere delle orecchie di Topolino! Sapore eccezionale, tostato ottimo! Ma non capisco il perchè della compattezza. Vado a rileggermi esattamente il post e mi accorgo che le dosi erano per due pani! Buongiorno!!!!
Quindi, se rifate questa ricetta... É PER DUE PANI!
La cosa migliore sarebbe avere uno stampo apposito con il coperchio, onde evitare le orecchie da Topolino. Anche se poi tanto brutto non è :-)

Ingredienti per due pani:

Lievitino:
  • 200 gr di farina
  • 4 gr di sale
  • 3 gr di lievito di birra
  • 150 gr di acqua
Amalgamare tutti gli ingredienti e lasciare riposare per 2 ore a temperatura ambiente. Mettere in frigo per almeno 16 ore.

Impasto:
  • lievitino
  • 485 gr di farina
  • 11 gr di sale
  • 14 gr di zucchero
  • 60 gr di burro morbidissimo (o fuso)
  • 30 gr di lievito di birra
  • 210 gr di latte
Impastare il tutto con forza (o con l'impastatrice) fino ad ottenere un impasto liscio. Lasciare riposare per 10 minuti. Poichè non si desidera avere un'alveolatura grossa, l'impasto non deve riposare a lungo. Deve essere caldo (26-28 gradi) e non deve essere morbido.
L'impasto va quindi suddiviso in 10 panini (da 60 gr. ciascuno) oppure in 4 panetti (vedi qui). Questi panini/panetti vanno poi imbevuti brevemente in acqua e poi disposti in uno stampo imburrato (possibilmente con coperchio). Lasciare riposare per altri 30-60 minuti circa (dipende dalla temperatura ambiente). Scaldare il forno a 230° C. Infornare il pane e abbassare la temperatura a 200°C. Cuocere per circa 30 minuti. Togliere il pane immediatamente dallo stampo.

Pane in cassetta

Deutsche Ecke

Toastbrot nach Bäcker Süpke


Natürlich musste ich auch Bäcker Süpkes Toastbrot ausprobieren, nachdem es in der deutschen Foodblogger-Welt schon alle gebacken haben. Allerdings habe ich Murks gebaut, weil ich zu schnell gelesen habe ... beziehungsweise eine ganz wichtige Passage überlesen habe! Und zwar, dass die angegebene Menge für 2 Brote reicht! So habe ich den ganzen Teig in meine kleine Backform gezwängt und mich gewundert, warum das Brot so Mickey-Maus-Ohren bekommt und so kompakt wird! Hab ich mich geärgert :-)) Das Brot war aber dennoch geschmacklich top. Ich werde es auf jeden Fall nochmal ausprobieren.
Für das Rezept verweise ich auf Bäcker Süpkes Blog ... und denkt dran: die Menge reicht für zwei Brote :-)))
Schönere Exemplare seht Ihr hier, hier und hier.

Postato da Alex

domenica 1 febbraio 2009

Confettura di banane, vaniglia e succo d'arancia

Marmellata di banane, vaniglia e succo d'arancia

Mi erano finite tutte le marmellate fatte l'estate scorsa e da brava foodblogger mi scocciava comprarne. Ho tirato fuori il libro di Christine Ferber, la regina delle marmellate di cui vi avevo raccontato dopo il mio viaggetto in Alsazia. Le marmellate del suo libro sono divise per stagioni, davvero una bella cosa. E ho scelto questa. Ma mi sono fatta un po' spaventare dal suo metodo di cottura (ne parla Sigrid proprio nel suo ultimo post) perchè 800 grammi di zucchero per 700 grammi di banane mature mi sono sembrati eccessivi e avevo paura di ottenere una confettura troppo dolce. Ho fatto di testa mia, adottando il metodo veloce e frullando le banane fin dall'inizio.
Se volete provare il metodo Ferber, non dovete fare altro che mischiare tutti gli ingredienti (800 gr di zucchero anziché 350 gr e ovviamente niente pectina) portare ad ebollizione e togliere dal fuoco. Lasciare raffreddare e far riposare al fresco per una notte. Il giorno dopo, riportare ad ebollizione e cuocere per circa 10 minuti. Frullare ed invasare.
Il sapore di questa confettura è una COCCOLA, giuro! Mi piace da morire ed é già finita tra i preferiti del 2009! Se vi piace il sapore delle banane, vi prego, provatela. Ne rimarrete estasiati.

Ingredienti per 4 vasetti circa
  • 1 kg di banane (700 gr netti)
  • ca. 6 arance (300 gr di succo)
  • 350 gr di zucchero
  • 1 bustina di pectina 3:1*
  • succo di 1 limone
  • la buccia grattugiata di 1 arancia piccola non trattata
  • 2 baccelli di vaniglia
*A quanto pare il fruttapec non è indicato per le banane. Io con l'equivalente tedesco non ho avuto problemi. Leggete però attentamente le indicazioni sulla confezione e, in caso di dubbio, usate il metodo Ferber senza pectina.

Preparazione: sbucciare le banane e tagliarle a rondelle. Spremere le arance e ricavarne 300 gr di succo. Incidere in lungo i baccelli di vaniglia ed estrarne i semini con l'aiuto del coltello. Unire banane, succo d'arancia, succo di limone, buccia d'arancia grattugiata e vaniglia e frullare brevemente con il minipimer. Versare il tutto in una pentola capiente, aggiungere lo zucchero ed il gelificante. Portare ad ebollizione e cuocere per il tempo indicato sulla confezione (solitamente 5 minuti). Invasare nei vasetti precedentemente sterilizzati.

Marmellata di banane, vaniglia e succo d'arancia


Deutsche Ecke

Bananenkonfitüre mit Vanille und Orangensaft


Die Zutaten dieser Konfitüre habe ich mir bei Christine Ferber, der elsässischen Marmeladenkönigin, abgeschaut. Allerdings habe ich nicht Ihre Methode angewandt, die 800 g Zucker vorsieht. Der Geschmack ist göttlich, richtiges Comfort-food! Wer den Bananegeschmack mag, sollte sie unbedingt ausprobieren.

Zutaten für ca. 4 Gläschen
  • 1 kg Bananen (700 g ohne Schale)
  • ca. 6 Orangen (300 g Saft)
  • 350 g Gelierzucker 3:1
  • geriebene Schale einer kleinen unbehandelten Orange
  • Saft einer Zitrone
  • 2 Vanilleschoten
Zubereitung: Die Bananen schälen und in Scheiben schneiden. Die Orangen pressen. Die Vanilleschoten längs einschneiden und das Mark herauskratzen. Bananen, Orangensaft, Zitronensaft, Vanillemark und geriebene Orangenschale in einen Topf geben und alles kurz mit dem Stabmixer durchpürieren. Das Gelierzucker untermischen, zum Kochen bringen nach Packungsanweisung (ca. 5 Minuten) köcheln lassen. In sterilisierte Gläser heiss abfüllen.

Quelle/Fonte: "Mes confitures", Christine Ferber, Payot

Postato da Alex